Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Una scuola aperta a tutti? Prima dobbiamo arrivarci!

cira (417 x 567)L’articolo 34 della Costituzione, rifacendosi al principio di uguaglianza dell’ art. 3, dispone che la scuola sia aperta a tutti. Nel caso degli studenti con disabilità motoria perché ciò si realizzi il primo requisito fondamentale è naturalmente la totale accessibilità, ma anche la fruibilità, dell’intero contesto scolastico inteso in termini fisici, didattici e relazionali.
Dalle diverse testimonianze raccolte attraverso il presente blog di Assente Ingiustificato si evince però che spesso le barriere insorgono ancor prima di arrivare a scuola, in particolare quando ci si trova di fronte all’impossibilità di arrivarci a causa della mancanza di un automezzo idoneo al trasporto di carrozzine. La garanzia del trasporto scolastico è uno dei prerequisiti essenziali per l’accesso al diritto allo studio per tutti, ma lo è ancor di più per i soggetti che, per la natura della loro disabilità, hanno problemi di autonomia e di mobilità.
Il servizio viene garantito per la prima volta nel 1971 con la Legge 118, successivamente rafforzata sia da una sentenza della Corte Costituzionale che da una Decisione del Consiglio di Stato, fino ad arrivare al Decreto Legislativo 112 del 1998 sul decentramento amministrativo che attribuisce specifiche competenze in materia di trasporto scolastico a Comuni e Province.
Nonostante il cammino legislativo, però, ogni anno, i TAR pullulano di ricorsi che quotidianamente vengono inoltrati da genitori che vedono negato, per mancanza di fondi, il diritto dei propri figli al trasporto scolastico da parte degli enti preposti. Migliaia sono gli studenti che sono costretti a rimanere a casa perché impossibilitati a raggiungere la scuola con i soli mezzi delle famiglie, che spesso non dispongono di risorse economiche che consentano l’acquisto di un autovettura attrezzata. Quando i bambini sono piccoli il loro spostamento dalla carrozzina all’auto e viceversa è  più semplice, ma quando statura e peso rendono complessa la movimentazione del corpo – soprattutto se, come di solito accade, sono le madri ad occuparsene – oppure quando siamo in presenza di carrozzine elettroniche, allora la necessità di un automezzo con pedana è indispensabile. Questo non solo per garantire sicurezza ed incolumità, ma anche per una questione di dignità della persona: si provi ad immaginare la scena, arrivati fuori scuola, dell’essere preso in braccio per essere sistemato dall’auto alla carrozzina in presenza dei compagni.

D’altra parte, soprattutto nelle malattie degenerative – in cui l’indebolimento progressivo dei muscoli coinvolge solitamente anche gli arti superiori rendendo impossibile la spinta autonoma a braccia della carrozzina manuale – si sta sempre più diffondendo la tendenza a prescrivere sin da età precoce la carrozzina elettronica per far sì che la libertà di movimento sia totale. La carrozzina elettronica, infatti, è guidata autonomamente attraverso un joystick e non necessita, come quella manuale, della presenza di un accompagnatore che la spinga. Purtroppo, però, la presenza delle batterie e il relativo peso la rendono difficilmente trasportabile nel bagagliaio di una normale autovettura. Accade spesso, quindi, che in mancanza di trasporto attrezzato tanti studenti siano costretti a lasciare a casa la propria carrozzina elettronica e ad utilizzare per la scuola quella manuale perché più facile da caricare sull’auto di famiglia. Arrivati finalmente in classe, poi – quelli che ci sono arrivati – può accadere anche che  in mancanza di adeguata assistenza rischino di “sostare” al banco per tutto il tempo di permanenza a scuola.

(Cira Solimene, direttore operativo UILDM)

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