Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Come consigliere UILDM e come padre

carlo e famiglia (600 x 448)Carlo Fiori, consigliere nazionale UILDM dal 2009 e, prima, attivo nell’ambito della Sezione UILDM di Brescia per molti anni, ha in particolare la delega alla Giornata Nazionale dell’Associazione. Inoltre, anzi, prima di tutto, è papà di Daniele, giovane adolescente con distrofia muscolare.
Si è deciso di dare spazio alla testimonianza di Fiori a pochi giorni dalla conclusione della X Giornata UILDM proprio alla luce dell’importante incarico istituzionale che egli ricopre, per dargli la possibilità di fare un primo, anche se parziale, bilancio di questa edizione molto speciale della Giornata – che ha festeggiato il decimo compleanno! – dedicata per il secondo anno consecutivo al progetto Assente Ingiustificato. Oltre a questo, il papà di Daniele ci racconterà anche l’esperienza diretta della sua famiglia in ambito di accessibilità, barriere e scuola!
Gentile Carlo, possiamo già dire che proporre la seconda edizione di Assente Ingiustificato 2014 è stata una buona scelta e che la X Giornata UILDM è stata positiva, oppure è prematuro?
Direi che possiamo condividere già le prime riflessioni… dal mio punto di vista la scelta di proporre una seconda edizione di Assente Ingiustificato è stata azzeccata e dagli esiti positivi. Il tema è talmente importante, come dimostra anche l’attenzione ricevuta ancora una volta sia dai media che dai cittadini, che sarebbe stato un peccato, un errore, non continuare per almeno un altro anno insistendo soprattutto sull’aspetto della sensibilizzazione e della svolta in senso culturale. Anche il grande bisogno che stiamo continuando a rilevare in tanti Istituti conferma che di campagne come quelle promosse dalla UILDM nel 2013 e 2014 c’è davvero tanto bisogno. E non mi riferisco solo all’ambito delle barriere architettoniche, ma anche e soprattutto a quello dei sussidi didattici di cui emerge una carenza molto diffusa nelle nostre scuole. Abbiamo fatto la scelta più giusta di cui penso che la UILDM possa andare molto orgogliosa. Credo che i riflettori che abbiamo contributo ad accendere sul tema faranno molta più fatica a spegnersi, dopo due anni di Assente Ingiustificato. Per aiutare a mantenerli accesi e non rendere episodi isolati, per quanto importanti, i nostri interventi e la nostra azione, serve però un tipo di impegno ampio e condiviso, in un’ottica di continuità, sia dalle Istituzioni che dalle altre associazioni che operano nella disabilità. In questo senso, potrebbero essere proprio le nostre Sezioni locali, e alcune già lo fanno, a prendere l’impegno di portare avanti la sensibilizzazione su questi temi, e magari anche a raccogliere segnalazioni di problematiche sui territori, cercando di dare un aiuto alla risoluzione delle stesse. Dico questo perché molto spesso non servono fondi per intervenire, ma sono importanti la conoscenza delle leggi, dei diritti e la capacità di coinvolgere tutti gli interessati e fare in modo che svolgano, tutti e seriamente, il proprio lavoro. La storia di Sebastiano dei giorni scorsi è un esempio, in questo senso.
Entriamo ora nel merito dell’accessibilità degli edifici scolastici e del più ampio tema dell’inclusione scolastica sul vostro territorio. Raccontaci la vostra esperienza diretta in questo senso
Dunque, la situazione da noi nel Bresciano devo dire che è abbastanza buona. Per quanto riguarda il percorso di Daniele, ricordo che al momento del suo accesso alle Scuole Elementari, dove erano presenti alcuni elementi che non rendevano pienamente accessibile la Scuola, sono stati presi provvedimenti e la situazione è stata risolta direttamente dai responsabili dell’Istituto prima ancora dell’avvio delle lezioni di prima elementare, e poi per cinque anni la situazione è stata assolutamente tranquilla. Leggermente più complicato è stato il passaggio alle Medie, poiché l’Istituto più comodo per la nostra famiglia purtroppo non era totalmente accessibile. Analizzata però la situazione per tempo, a seguito di un confronto e un dialogo molto sereno tra noi, la scuola e il Comune, quest’ultimo ha deciso di farsi carico di risolvere la situazione e ha fatto costruire un ascensore che dal piano terra raggiunge il piano interrato, dove si trova la palestra, e il primo piano. Ma non solo, il Comune in quel periodo, quando Daniele doveva iniziare la Prima Media, ha anche provveduto ad abbattere alcune barriere presenti lungo il percorso da casa nostra alla scuola, in modo che potessimo andare a scuola senza usare la macchina e senza incontrare impedimenti lungo il percorso. Chiaramente abbiamo dovuto fare noi per primi delle segnalazioni delle barriere presenti, però poi la collaborazione è stata totale. Ora invece stiamo per vivere il passaggio alle Superiori. Proprio nelle scorse settimane abbiamo valutato la scelta della Scuola che dovrà frequentare nostro figlio dal prossimo anno. In questo caso devo ammettere che abbiamo incontrato qualche problema più serio, poiché in una delle due scuole valutate abbiamo trovato barriere, soprattutto di tipo culturale, tali da impedirci di prenderla in considerazione. In un altro Istituto a indirizzo artistico, invece, non abbiamo trovato alcuna barriera, quindi la scelta è caduta su questo. A Daniele l’indirizzo interessa molto, quindi siamo felici, però devo ammettere che è stata una scelta molto condizionata, se non addirittura obbligata.

L’esperienza di Daniele all’interno della classe, invece, in questi anni come è stata? Ha vissuto e goduto di un clima inclusivo oppure ci sono state difficoltà?
Anche sotto questo punto di vista, fin dalle Elementari devo ammettere che siamo riusciti a raggiungere dei buoni risultati. Questo soprattutto grazie al fatto che si è riusciti a fare in modo che l’Assistenza ad personam di Daniele fosse affidata, dalla Prima Elementare e per tutte le Medie, sempre alla stessa persona, e questo dal nostro punto di vista ha determinato la possibilità di sviluppare un buon livello di inclusione e una buona qualità di vita, per Daniele, in classe. Anche perché l’assistente di Daniele collabora strettamente con l’insegnante di sostegno, ed entrambe a loro volta con le insegnanti curricolari. Alle Medie, per fare un esempio, una delle iniziative condivise è stata quella di cambiare mensilmente, circa, il compagno di banco di Daniele, proprio per offrire anche durante le ore di lezione la possibilità di una maggiore conoscenza reciproca e favorire la nascita di rapporti di amicizia, simpatie, scambi più diretti e personali. Si tratta di un’iniziativa che ha dato ottimi frutti e che abbiamo apprezzato moltissimo. Ancora, ricollegandomi alla storia di Alberto di Pavia presentata su questo blog, siamo molto felici che Daniele non abbia dovuto rinunciare ad alcuna uscita programmata con la classe! Non ha mai potuto salire con gli altri sul pullman, ovviamente, però ha sempre potuto riunirsi al gruppo una volta arrivati a destinazione!
L’ultimo pensiero, adesso, a chi va?
Sicuramente ai nostri Volontari e alle nostre Sezioni la cui maggioranza, ancora una volta, ha cercato di dare il massimo sui territori e che alla fine, nonostante qualche perplessità iniziale, ha partecipato con entusiasmo! Desidero anche ringraziare molto Daniel Adomako, apprezzatissimo amico di questa Giornata che spero rimarrà al nostro fianco… e tutti coloro che hanno creduto a questo progetto e hanno dato una mano per la migliore riuscita della nostra X Giornata Nazionale! Alla prossima…

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