Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Università: Momo ha delle idee

Nato nel 1992 a Beni Mellal, cittadina marocchina di 160mila abitanti, Mohammed Baidi vive in Italia dal 1994 ed è oggi Socio della Sezione UILDM di Milano e giocatore della squadra di wheelchair hockey del Dream Team Milano. Affetto da distrofia muscolare con deficit di merosina, dopo aver ottenuto il diploma di Scuola Superiore all’Istituto Cavalieri ha deciso di proseguire gli studi iscrivendosi all’Università Cattolica del Sacro Cuore, in Largo Gemelli a Milano, precisamente al corso di Laurea in Economia e Gestione Aziendale.
«Fortunatamente» ci spiega Mohammed chiamato dagli amici Momo «sono riuscito a iscrivermi facilmente, senza subire il lungo iter della burocrazia amministrativa. Ho utilizzato la modalità di iscrizione online e, comunque, utilizzo per qualsiasi informazione il numero della Segreteria per studenti con disabilità, un servizio efficace che costituisce un punto di riferimento sicuro con personale gentile e valido. In questi primi mesi ho frequentato quasi tutti i giorni i corsi senza trovare barriere architettoniche all’interno dell’Università. Le aule sono accessibili, tranne una. Ci tengo però a segnalare che non riesco ad utilizzare un ascensore, visto che ho una carrozzina abbastanza grande e voluminosa che non riesce ad entrarci».

Momo ci racconta come il rapporto con i compagni universitari sia positivo e collaborativo.

Alcuni addirittura mi chiedono se ho bisogno degli appunti visto che non riesco a scrivere e, purtroppo, non ho nessun assistente messo a disposizione dell’Ateneo durante le lezioni in classe. Alcuni compagni mi danno una mano a comprare libri e a reperire le dispense necessarie per affrontare al meglio gli appelli d’esame. Sarebbe molto meglio avere al mio fianco un assistente in grado di prendere gli appunti al posto mio; potrebbe essere un compagno di corso, sostenuto dall’Università con un contributo economico. Il mio diritto allo studio e la possibilità di frequentare le lezioni come tutti i compagni è costituito anche da questo aspetto più operativo che però rappresenta un grave problema di gestione e organizzazione.

Il grosso problema irrisolto, tuttavia, rimane il viaggio da casa all’Università. I mezzi di trasporto pubblici risultano, molto spesso, inaccessibili.

Sarebbe importante creare e sviluppare un fondo universitario legato all’acquisto di uno o più pulmini accessibili per studenti che vivono su una carrozzina elettronica. Ci permetterebbe di essere presenti sempre e puntuali alle lezioni e a rendere l’Università Cattolica un punto di riferimento a Milano per le persone con disabilità motoria che desiderano iscriversi all’Università.
Il quotidiano LA STAMPA sul suo sito Web, nella sezione denominata Voci di Milano, ha pubblicato qualche giorno fa un video di denuncia con protagonista proprio il nostro Momo. Molto bello!

(Renato La Cara, UILDM Comunicazione)

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