Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Daniel Adomako al fianco di “Assente Ingiustificato”

daniel bella2 (600 x 337)Daniel Adomako, il giovane cantante vincitore della quarta edizione di Italia’s Got Talent, talent show televisivo, è amico della UILDM e sostiene la X Giornata Nazionale di raccolta fondi per il progetto Assente Ingiustificato. Arrivato dal Ghana in Italia senza conoscere la lingua, ha sperimentato in prima persona sia la difficoltà ad integrarsi con i compagni sia la gioia di riuscire, nel suo caso prima di tutto attraverso il canto e il linguaggio universale della musica, a sentirsi parte di un gruppo e uguale a tutti gli altri. Con questa consapevolezza Daniel sostiene il progetto UILDM per l’inclusione scolastica e ha donato la sua voce per la registrazione dell’originale spot audio.

Conosciamolo un po’ meglio attraverso quest’intervista.

Che ruolo ha avuto la scuola nella tua vita, cos’hai imparato soprattutto e cosa ti resta oggi?

La scuola mi ha dato molto, l’educazione è sempre importante. Non potrei certo scrivere in italiano come sto facendo in questo momento se non fossi mai andato a scuola… Scherzi a parte, mi ha aiutato a integrarmi, a interagire con le persone, e – per quanto riguarda le scuole superiori, che per me sono state l’Alberghiero – anche a cucinare, servire in tavola e ricevere gli ospiti, cose che servono pure nella vita di tutti i giorni.

Com’è stato il primo impatto a scuola quando sei arrivato in Italia, ricordi come ti sentivi?
Il mio primo impatto con la scuola è stato traumatico: non conoscendo neanche una parola d’italiano, non potevo comunicare con gli altri ragazzi. Non facevo altro che cantare… Per fortuna i miei compagni hanno fatto in modo di non lasciarmi solo. E quando la mia insegnante di musica Marilena Goffi ha scoperto la mia passione per il canto, mi ha aiutato a trasformarla in uno strumento di comunicazione. La musica mi ha salvato.

Grazie all’insegnante che ha valorizzato le tue doti canore, attraverso il linguaggio universale della musica sei riuscito a integrarti nella classe: ti ricordi la qualità di questa esperienza? Com’è sentirsi parte di un gruppo?
Ha rappresentato certamente un capitolo molto importante della mia vita. Sentirsi accolto è molto importante per un adolescente, la vita ti sembra addirittura più leggera. È triste sentirsi diverso dagli altri.

Hai mai avuto compagni di classe in carrozzina o con qualche altro tipo di disabilità motoria o intellettiva? Che ricordi hai?
Sì, più di uno. Per qualche motivo, che ignoro, sono sempre stato simpatico ai ragazzi disabili, con molti di loro ho fatto amicizia. Li ricordo come persone dolcissime, di quei rapporti mi sono rimasti bellissimi ricordi.

Riguardo alla tua professione, hai dei progetti di prossima realizzazione? E sogni nel cassetto?
L’ultimo progetto è già realtà! Dallo scorso 11 aprile è disponibile su iTunes un duetto con un carissimo amico conosciuto a X Factor, Michele Grandinetti. Il brano in questione è una versione acustica di un celebre hit di Sam Smith, Money On My Mind; abbiamo realizzato anche un video, uscito su YouTube. Sto inoltre lavorando al mio primo album, un sogno che sto tirando fuori dal cassetto dopo l’ep di esordio pubblicato proprio dodici mesi fa; è inoltre in fase avanzata un altro duetto con una nota artista straniera, ma non voglio aggiungere altro per scaramanzia… Comunque non vedo l’ora di poter far ascoltare al pubblico qualcosa di nuovo, sperando che piaccia.

Definiresti il talent show televisivo che hai vinto una “scuola”? 
In un certo senso sì: Italia’s Got Talent è stato per me una scuola di vita, dal punto di vista dei rapporti con gli altri. Ma anche una scuola artistica, per un ragazzo come me che aspirava a lavorare nel mondo dello spettacolo.

Oggi in Italia come giovane cantante in ascesa ritieni di avere le stesse possibilità di tutti gli altri? Sei soddisfatto della tua carriera finora?
Beh, ho avuto anche più possibilità di molti altri, non è da tutti firmare un contratto con una major come la Sony! Tutto sommato sono soddisfatto di quanto ho ottenuto finora. Naturalmente le cose potrebbero andare sempre meglio, ma non ho fretta, un passo alla volta.

Che rapporti hai con la sezione UILDM di Brescia? Cosa ti lega alle persone che la compongono? Cosa ti piace?
Rispondo dal fondo: mi piace far parte di un progetto che ha lo scopo di sensibilizzare le persone riguardo alla distrofia muscolare, mettendo a disposizione la mia voce e anche il mio volto, per quel po’ di notorietà che possa avere… Ho un bel rapporto con Carlo Fiori, che è la mia guida nella UILDM in molti sensi, ma pure con gli altri volontari, che sto imparando a conoscere. Del resto anche questo, come il mio di cantante, è un lavoro che va fatto in team!”.

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