Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Franco Bomprezzi scrive a Renzi a proposito di scuola e di “Assente Ingiustificato”

27 febbraio 2014. Il nuovo premier Matteo Renzi inaugura la sua nuova carica puntando sulle scuole e sull’edilizia scolastica. Il giornalista Franco Bomprezzi in un suo post in Invisibili gli suggerisce di leggere il rapporto sulla sicurezza scolastica e l’accessibilità redatto nel 2013 dalla collaborazione tra CittadinanzAttiva e UILDM a proposito del progetto Assente Ingiustificato: “Visto che il premier ama svegliarsi presto e consultare i dossier, gli consiglio di consultare attentamente il dossier realizzato assieme al progetto “Assente ingiustificato”. Vi troverà conferme e spunti interessanti per un’azione concreta e rapida, finanziamenti permettendo”.

Quello che vuole mettere a fuoco Bomprezzi è che quando si parla di sicurezza nelle scuole non si può non parlare, prima, di accessibilità delle stesse. Perché una scuola sicura è prima di tutto una scuola accessibile. “Un edificio scolastico che cade a pezzi non è solo pericoloso, è sicuramente inaccessibile agli alunni con disabilità. Lo è spesso sin dal parcheggio e dall’ingresso. Ma le barriere architettoniche (leggi: scale senza ascensore, servizi igienici fatiscenti e non a norma, tanto per cominciare) sono ancora presenti, volendo essere generosi, in una scuola su cinque. Ma se leggiamo attentamente i dati del monitoraggio effettuato dalle associazioni ci rendiamo conto che i fattori che possono influenzare una piena fruizione della scuola sono assai più numerosi e complessi: le palestre, le aule comuni, il laboratori, gli spazi ricreativi, gli ausili tecnologici… Vorrei dire a Matteo Renzi che provare a immaginare il piano di salvezza delle scuole italiane partendo dal punto di osservazione degli studenti con disabilità potrebbe essere un’idea eccellente, una vera cartina di tornasole della realtà nella quale siamo immersi, o meglio, sprofondati, nonostante una legislazione di altissima civiltà”.

Bomprezzi guarda alle scuole anche nella veste che esse assumono solo occasionalmente ma la cui fruibilità è garanzia di democrazia: le scuole che si prestano a essere seggi elettorali. Scrive: “Penso che Matteo Renzi, almeno per l’esperienza di sindaco, sappia anche benissimo che gli edifici scolastici sono anche i seggi nei quali si va a votare. E dunque sa che troppo spesso le persone con disabilità devono chiedere di cambiare seggio, rispetto a quello corrispondente alla propria residenza, perché la scuola del quartiere non è accessibile. Io mi sono sempre rifiutato, ad esempio. E vado ostinatamente nel mio seggio di pertinenza, una scuola elementare milanese, facendomi sollevare da vigili e poliziotti per i tre gradini che ancora impediscono l’accesso all’atrio. Lo faccio volentieri, come un rito propiziatorio, convinto che “gutta cavat lapidem”, nel vero senso della parola. Prima o poi quella scuola, in via Goffredo da Bussero, sarà senza barriere. E gli anziani del quartiere, le persone come me in sedia a rotelle, faranno festa, come cittadini. Anche perché sapremo che finalmente anche gli alunni con disabilità troveranno un luogo accogliente, che ha pensato davvero a tutti. Buon lavoro al premier. Ha bisogno davvero di auguri”.

La UILDM, dunque, sa che quest’anno proseguire il percorso iniziato nel 2013 con Assente Ingiustificato assume un valore ancora più contingente e irrimandabile. E’ adesso il momento di guardare alle scuole e agire perché non rimanga solo un desiderio quello di un’educazione uguale per tutti.

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