Le barriere a scuola non hanno giustificazione

E se l’assente ingiustificato fosse il maestro?

Il MAESTRO RaffaeleRaffaele ha 60 anni e a causa di una malattia genetica (glicogenosi) è in carrozzina da una decina di anni. Nato ad Acireale, è vissuto a Catania fino all’ agosto del 1967 quando la famiglia si trasferisce nell’isola di Procida dove Raffaele nel 1970 consegue il diploma magistrale e dopo soli 3 anni entra in ruolo nella scuola, a Ischia, come docente elementare, o meglio come “Maestro”. Sposatosi a quasi 40 anni con Donatella, dal matrimonio nascono 3 figli: Clementina di 21 anni, Giovanni, di 18 e Nicola, di 17. Nonostante i problemi legati alla malattia che evolve progressivamente, ma che gli consente comunque una buona autonomia, Raffaele conduce una vita “normale e tranquilla” tra la famiglia e il suo lavoro da maestro, con i suoi bambini, cui dedica tutte le sue energie.

Questo fino al 2001, quando, ormai prossimo alla perdita della deambulazione autonoma, viene chiamato a visita da una commissione medica dell’INPS che ritiene il suo stato di salute incompatibile con l’insegnamento. In realtà, come egli stesso afferma, non è il suo stato di salute ad essere incompatibile con l’insegnamento, bensì la sua carrozzina. Raffaele, infatti, per poter continuare a mantenere un grado di autonomia soddisfacente utilizza prevalentemente una carrozzina elettronica che gli consente di spostarsi liberamente senza la necessità di avere una persona che lo spinga, ma che probabilmente è considerata ingombrante ed inadeguata rispetto ai ridotti spazi di un’aula piena di bambini. La stessa carrozzina, d’altra parte, è per Raffaele anche l’unico “mezzo di trasporto” per poter andare al lavoro grazie alla breve distanza che separa la sua abitazione dalla scuola. E’ chiaro, soprattutto in presenza di cattive condizioni climatiche, è complicato girare per strada con una carrozzina. Raffaele riesce ancora a guidare, ma chi carica in macchina lui e la carrozzina (che dovrebbe essere quella manuale perché quella elettronica sarebbe impossibile da smontare e rimontare)? e soprattutto, arrivato a scuola, chi lo aiuta a scendere dall’auto e a montare sulla carrozzina manuale? Chi lo spinge fino alla sua postazione di lavoro? La moglie lavora, i figli studiano, in assenza di servizi di assistenza e di trasporto offerto dalle istituzioni pubbliche – ed in particolare dagli enti locali – l’alternativa più facile sarebbe stata effettivamente rimanersene a casa.

E invece Raffaele quando gli viene certificata l’incompatibilità all’insegnamento, piuttosto che il prepensionamento, pur di rimanere nella sua scuola a cui ha dedicato 30 anni della sua vita, accetta di essere destinato ad altri compiti ossia “aggiunto di segreteria” (“docente utilizzato in altri compiti” è la terminologia più precisa che suggerisce Adele Riccio nel post qui sotto, ndr). Ma questo non lo scoraggia. Anzi, gli da la forza per impegnarsi più attivamente nella difesa dei diritti delle persone con disabilità cominciando a svolgere attività di volontariato per la UILDM in collegamento con la sezione di Napoli dell’associazione, arrivando ad ottenere nel 2006 il riconoscimento ufficiale da parte della Direzione Nazionale UILDM come referente della sede distaccata “Ischia e Procida” della sezione di Napoli, intitolando la stessa sede alla sorella Angela, affetta dalla sua stessa patologia e scomparsa qualche anno prima.

Per 10 anni quindi Raffaele ha svolto attività di “aggiunto di segreteria” mantenendo il suo livello di inquadramento di docente. Per un periodo ha anche svolto mansioni di dirigente scolastico. Questo, però, fino a luglio 2012. Con la spending review, da settembre 2012 il personale aggiunto di segreteria è stato il primo ad essere “tagliato” e per Raffaele quindi si è prospettato il degrado ad assistente amministrativo. Questo significava per lui essere costretto, dopo 40 anni e tante peripezie, a partecipare all’assegnazione dei posti vacanti con destinazione in chissà quale sede – magari anche lontano da casa – considerato che nella sua sede posti vacanti non ce ne erano.! A questo punto, stanco di lottare, ma non ancora abbastanza per accettare l’idea del pensionamento, Raffaele ha avviato l’iter per il riconoscimento dell’aggravamento della patologia e ha richiesto un part-time che gli consente di conservare l’attuale sede lavorativa.

E pensare che quando noi dello staff di Assente Ingiustificato ci siamo recati a scuola per incontrarlo, l’addetto all’accoglienza che ci ha accompagnati da lui in segreteria, ha esclamato ancora «Maestro, ci sono delle persone per Lei…».

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5 Risposte »

  1. Grande uomo, grande esempio di forza e coraggio di fronte alle avversità! Per noi della UILDM è un grande esempio … Grazie per la disponibilità a condividere la tua storia!

  2. Solo una precisazione: non si tratta di “aggiunti di segreteria”, ma di docenti utilizzati in altri compiti, giusto per “non degradare ulteriormente” … E comunque a me Raffaele mancherà come PERSONA, a prescindere dalla sua qualifica!!!!!
    Adele Riccio
    Assistente Amministrativa del 1° C.D. di Ischia

  3. Ringrazio di vero cuore per le 200 e più condivisioni, alle quali dedico la mia storia non per pubblicità personale, ma per mettere in risalto l’obiettivo della settimana della UILDM 2013 rivolta all’abbattimento delle barriere architettoniche. Ringrazio inoltre per le belle parole l’UILDM e Adele, che mi spronano a migliorare sempre di più.

  4. Ho conosciuto il m/o Raffaele negli anno ’80 ma solo dal 2000 ho avuto contatti diretti ed ho scoperto una persona sensibile, gentile e molto attento alle problematiche sociali. Impegnato da anni come organizzatore di iniziative sportive e culturali, sempre pronto al dialogo, al confronto e disponibile verso il prossimo. In un secondo momento l’ho avuto come collega d’ufficio ed ho notato le sue competenze a 360°; Il nostro rapporto continua anche al di fuori dell’ambito scolastico e cioè nell’attività di volontariato dell’UILDM.
    Un uomo che nonostante tutto, affronta le avversità con coraggio e determinazione e sa trasmettere positività anche nei momenti difficili che vivono gli altri. Grazie per come sei e per quello che fai.

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