Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Il bisogno della stabilità nel percorso di studi

f. GalloneFrancesco, 18 anni il prossimo luglio, è un ragazzo con una disabilità motoria che lo costringe in carrozzina, socio della sezione UILDM di Milano. Frequenta il quarto anno di un istituto tecnico sperimentale ad indirizzo multimediale e, seppur ancora un adolescente, ha già dimostrato grande tenacia quando si tratta di lottare per affermare i propri diritti soprattutto in tema di inclusione scolastica. Già nel 2011 i suoi genitori erano ricorsi in tribunale contro il Ministero dell’Istruzione e avevano vinto la causa per il ripristino delle ore di sostegno. Quest’anno invece (2012-2013) Francesco si è ritrovato, come è capitato a tanti altri studenti milanesi, ad affrontare la netta riduzione delle ore del suo educatore. In seguito ad una sua lettera pubblicata sul Corriere della sera, che gli ha procurato anche uno spazio su Sky Tg24, il ragazzo è riuscito ad ottenere le stesse ore che gli erano state assegnate l’anno precedente ma, purtroppo, non lo stesso educatore cui era molto legato e questo gli ha comportato comunque notevoli disagi.

Il tema del continuo turn over delle figure professionali dedicate agli studenti con disabilità (dagli insegnanti di sostegno agli assistenti alla persona) resta per lui un tema fondamentale su cui intende continuare a lottare. Tra i problemi da risolvere Francesco rileva soprattutto l’annosa questione delle graduatorie degli insegnanti, procedimento burocratico e selettivo che viene rinnovato di anno in anno, che non gli consente di sapere prima dell’inizio dell’anno scolastico quali e quanti saranno i suoi insegnanti di sostegno, denotando in questo modo la grave mancanza di continuità di rapporto tra un giovane studente e i sui professori di riferimento, con ricadute pesantemente negative sulla didattica e l’apprendimento.

Inoltre l’anno prossimo Francesco, come migliaia di altri ragazzi con disabilità, dovrà affrontare l’esame di maturità, appuntamento molto importante per il percorso di vita di ogni giovane, ma non sa ancora se potrà contare sulla presenza dei suoi attuali insegnanti, riuscendo a mettere in pratica i metodi di studio appresi, grazie alla efficace intesa che si è creata. Il suo impegno – sostiene – vuole mirare soprattutto a realizzare quello che per lui è stato sempre un sogno: creare un percorso di studio stabile anche per le persone con disabilità che preveda un minimo di continuità delle relazioni che si stabiliscono con le diverse figure di riferimento (insegnanti e assistenti) dal primo anno all’ultimo di ogni ciclo di studi (elementari, medie, superiori…). Per il momento il suo impegno a sostegno dell’inclusione scolastica, volta a garantire il diritto allo studio di ragazze e ragazzi con disabilità – grazie all’iniziativa del Coordinamento Comitati Milanesi ed il patrocinio del Comune meneghino – gli è valso proprio in questi giorni una delle più importanti onorificenze del Comune di Milano: il Premio alla virtù civica Panettone d’Oro che, dalla metà degli anni ’90, viene consegnato a chi si è distinto per virtù civiche.

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1 Risposta »

  1. La storia di Francesco, vissuta personalmente come giornalista che l’ha raccontata, è qualcosa di molto forte e da esempio per tantissimi ragazzi diversamente abili che vogliono lottare per il diritto allo studio e contro le barriere di ogni tipo.
    Complimenti Franci, mio grande amico!

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