Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Le barriere e la rivoluzione culturale

solimene (600 x 450)Due domande a Cira Solimene, direttore operativo della UILDM.

Perché è importante intervenire proprio ora nella scuola, relativamente all’accessibilità da parte degli studenti disabili?

In realtà per intervenire su un problema così grave ogni momento sarebbe stato quello giusto. Se lo facciamo adesso è perché il tema dell’inclusione scolastica, e delle barriere architettoniche in particolare, è stato quello più frequentemente scelto dalle Sezioni UILDM attraverso un questionario che è stato loro sottoposto nel mese di giugno 2012 e che riguardava l’organizzazione della IX Giornata Nazionale dell’associazione cui è legato il progetto Assente Ingiustificato. Poi tale scelta è stata naturalmente rafforzata dai dati che contestualmente sono stati pubblicati nel 2012 dall’ISTAT, ma anche dal MIUR e da Cittadinanzattiva, relativi alla presenza di barriere architettoniche nella scuola. Inoltre, la percezione che l’attenzione sulla problematica delle barriere architettoniche in generale negli ultimi anni si sia affievolita era già motivo di discussione in diversi ambiti, e quindi era necessario riaccendere i riflettori su una tematica per noi fondamentale.

Quali sono le aspettative riposte sul progetto Assente Ingiustificato?

Senz’altro la cosa più immediata che ci si aspetta è quella di raccogliere abbastanza durante il periodo di raccolta fondi, in modo da poter attuare quanti più interventi di abbattimento di barriere architettoniche possibili. Ma anche il più soddisfacente risultato in tal senso, sarebbe comunque parziale.

E’ dall’abolizione delle classi speciali, alla fine degli anni ’70, che si parla di inserimento prima, di integrazione e inclusione poi… Eppure, a distanza di oltre 30 anni, siamo ancora qui a lottare ogni giorno di fronte a ostacoli che non tanto in maniera oggettiva, come nel caso delle barriere architettoniche, ma anche e soprattutto in maniera subdola ed invisibile impediscono alle persone con disabilità di realizzare percorsi di autonomia personale, affettiva, cognitiva che offrano loro la possibilità di vedersi protagonisti delle proprie scelte e di assumere progressivamente ruoli sociali. Mi riferisco a tutte quelle barriere psicologiche, sociali e culturali che ancor più di quelle fisiche e strutturali impediscono una piena inclusione sociale delle persone con disabilità.

Con il nostro progetto Assente Ingiustificato partiamo chiaramente dall’accessibilità e fruibilità degli edifici scolastici perché prima di ogni altra cosa dobbiamo consentire a tutti gli alunni con disabilità di essere “presenti” a scuola. Come sostiene Victor Hugo: chi apre le porte di una scuola, chiude una prigione. Ma questo è solo il primo passo. Il lavoro più faticoso è un altro… Quello che realmente occorre è una rivoluzione culturale che capovolga completamente la prospettiva e consenta di intervenire su tutti quei pregiudizi che pongono le persone con disabilità in una condizione di limitazione e bisogno e che non consentono di guardare oltre la malattia per rendersi conto che non è questa che li rende disabili bensì un contesto limitato e, ancora di più, limitante.

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2 Risposte »

  1. Sottoscrivo dalla prima all’ultima riga, come persona che lavora nella scuola e rileva ogni giorno le inadeguatezze delle strutture per una reale inclusione, e come “volontario” che almeno dal 1986 sente parlare di progettazione senza barriere, di garantire l’accessibilità, di attività di sensibilizzazione dei tecnici degli enti locali, di corsi di formazione per architetti (penso ai corsi promossi al Politecnico di Torino, allo IUAV di Venezia, a Milano…) e poi, nel XXI secolo, vede progettato da un’ “archistar” come Calatrava un ponte inaccessibile ai disabili.
    E’ proprio un problema “culturale”, nel senso più profondo del termine: il mondo della scuola ha il dovere direi quasi “morale” di farsi promotore di sensibilità. Purtroppo, spesso l’iniziativa è lasciata al singolo docente particolarmente sensibile e aperto a un’idea di integrazione o a interventi estemporanei, spesso intralciati da una burocrazia pesane e pedante..

    • Grazie del tuo commento Paolo, se ci sono barriere a scuola che vuoi segnalarci o se conosci uno studente con disabilità che vuole raccontarci la sua esperienza, entra nella nostra pagina “segnalazioni” e mandaci una mail! grazie

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