Le barriere a scuola non hanno giustificazione

Il raccontastorie

rutigliano (600 x 399)Nato a Milano nel 1962, affetto da distrofia muscolare dei Cingoli, entra ufficialmente nella UILDM nel 1991. Oggi è vicepresidente della Sezione milanese da svariati mandati. Si chiama Riccardo Rutigliano e ama raccontare storie. Se gli chiedi, ad esempio, di raccontarti il giorno della laurea, lui ti dice di leggerti Ventisette frammenti di vita, il suo racconto che lo ricorda, e che fa parte della raccolta Con tutte le nostre forze attualmente in cerca di casa editrice (sarà la sua seconda pubblicazione, visto che la prima è già stata edita da Lulu.com, nel cui sito è ancora acquistabile con il titolo di S.O.S. – Storie di Ordinaria Solitudine). Si è laureato nel 2010 in lettere moderne con una tesi sul ruolo del disabile nella fiction italiana. Sempre nello stesso racconto in cui sono descritte le sensazioni del giorno della laurea, si trova traccia anche del percorso universitario che non è stato, a suo dire, né breve, né facile.

Che barriere hai incontrato? Come le hai superate?

Quelle architettoniche le ho superate superate grazie ai lavori di abbattimento e ristrutturazione compiuti nella mia Università, la Cattolica di Milano, nel corso degli anni. E quelle relative all’accesso ai servizi le ho superate grazie all’attivazione e al potenziamento del Servizio di Integrazione Studenti disabili e alle impagabili tutor.

Cosa pensi del progetto Assente Ingiustificato?

Tutto il bene possibile. Fin dal mio ingresso in UILDM mi sono sempre interessato ai problemi connessi all’integrazione scolastica. La visibilità che potremo ottenere ora su questi temi potrà essere un volano formidabile.

Di scuola, di integrazione scolastica e di barriere a scuola ti piace anche scriverne.

E’ vero. Oltre al racconto sul mio percorso scolastico ho scritto Una supplenza di Gianni Venturi dove analizzo il problema della disabilità a scuola da tre angolazioni: il ruolo del disabile/insegnante, quello del disabile/studente e quello dell’insegnate di sostegno (attraverso 3 distinti personaggi).

Che valore ha l’istruzione che hai ricevuto?

Oggi lavoro, sono impiegato in una compagnia di assicurazione. L’istruzione acquisita mi è servita tantissimo e quella universitaria particolarmente per coltivare le mie grandi passioni per la narrativa e il giornalismo. Spero di pubblicare presto la nuova raccolta, della quale faranno parte i 2 racconti descritti, che parlano proprio di formazione scolastica e disabilità.

Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo integralmente in questo blog entrambi i racconti Ventisette frammenti di vita e Una supplenza di Gianni Venturi. Buona lettura.

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